Riduzione del canone di locazione di attività commerciali: che fare se il locatore non è d’accordo?

Al rientro dalle vacanze e con l’inizio dell’anno scolastico l’interrogativo più comune è: ci sarà un secondo lockdown?
Dal punto di vista economico, chi ha un’attività commerciale ha pensato, oppure lo sta facendo ora, di recedere dal contratto di locazione, temendo di non poter far fronte alle perdite già subite o, nella peggiore delle ipotesi, ad una seconda chiusura totale.
Alcuni hanno invece chiesto al locatore di ridurre il canone di locazione, proprio i ragione della eccezionalità della situazione, senza precedenti, che ha travolto tutti.
In caso di accordo, quest’ultimo deve essere registrato presso l’Agenzia delle Entrate, perché solo questo adempimento consente al locatore di versare meno imposte.
Particolari problemi, però, sorgono se le parti non riescono ad accordarsi.
Sul punto, sono disponibili le prime statuizioni dei Tribunali. In particolare, il Tribunale di Roma ha di recente statuito che il locatore che non riduce i canoni di locazione per i mesi di chiusura forzata, viola il principio di buona e correttezza nella fase dell’esecuzione del contratto. Sulla scorta di tale principio, il Tribunale ha accorato la richiesta di riduzione del canone di locazione avanzata dal conduttore.
Gli Avvocati Alessandra Giordano ed Elena Laura Bini precisano che non vi è ancora un orientamento giurisprudenziale univoco però trattasi di una pronuncia importante in materia.
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