Carta Canta all’auditorium Verdi di Segrate

Nell’ambito della rassegna culturale “Migrazioni 2” organizzata in collaborazione con l’associazione di promozione sociale segratese D come Donna, sabato 4 maggio alle 20.30 al Centro Verdi di via XXV Aprile, si terrà lo spettacolo, a ingresso libero, “Carta Canta – Parole e musica per una nuova cittadinanza”.
Una produzione della Compagnia Alma Rosé, di Manuel Ferreira ed Elena Lolli, con Manuel Ferreira e Massimo Latronico alla chitarra.

Manuel Ferreira, artista argentino da vent’anni in Italia, insieme a Massimo Latronico, musicista e fondatore dell’Orchestra multietnica di Via Padova di Milano, porteranno con le Parole e la Musica a parlare di diritti, di cittadinanza e di cittadini di “seconda” generazione. Ma “seconda” cosa? Che vuol dire? Sono i figli degli immigrati, nati o cresciuti in Italia, che hanno fatto scuole italiane, studiato italiano, tutto italiano o quasi, ma non Cittadini italiani, non legalmente o non in automatico.
Le loro storie a volte amare, a volte paradossali, mettono di fronte a una Italia stanca e ferma, indifferente ai cambiamenti del nostro mondo. Sono le loro storie, le storie delle nuove generazioni di italiani raccolte attraverso le interviste realizzate in collaborazione con la rete G2 di Milano, a mettere di fronte alla necessità di ripristinare la nostra cittadinanza, anche per noi che italiani lo siamo già, e uscire da uno schema pietrificato di vivere e pensare.
Che futuro ha un Paese dove milioni di bambini nati o cresciuti in Italia non sono italiani? Quanto manca che un Paese diventi un vero Paese, un cittadino un vero cittadino? La cosa importante è guardare cosa abbiamo attorno a noi e poi scegliere il proprio posto in questo mondo. Essere cittadini è come un viaggio continuo, mai dire “sono arrivato”.

NOTE DI REGIA di Elena Lolli e Manuel Ferreira

Carta canta nasce dalla voglia di cantare alla cittadinanza.
Dalle terre del Sudamerica, crogiolo di popoli immigrati da ogni parte d’Europa all’Italia di oggi, storie e canzoni che fanno parte di quel canto sudamericano che è universale e ci trasporta direttamente dentro un senso collettivo, dentro il legame con la terra, la ricerca della dignità, la lotta per i diritti.
L’incontro con le Seconde generazioni ha portato a chiedere a noi stessi italiani, che la cittadinanza l’abbiamo già, se la nostra cittadinanza ci permette ancora di esercitare i nostri diritti.
Oltre a raccontare chi la cittadinanza la sta ancora aspettando, raccontiamo anche storie di una cittadinanza, la nostra di italiani, che rischia di assottigliarsi.
Ma, come diceva un famoso magistrato che ha dato la propria vita per cambiare le cose, “C’è sempre qualcosa che si può fare”.
E’ quello su cui noi ci interroghiamo da sempre attraverso il teatro, che cerchiamo di dire e di raccontare nei nostri spettacoli. Riscoprirsi cittadini attivi, vigili. Attraverso le parole, le canzoni, la musica creiamo momenti di incontro e di riflessione, di nuove energie.
In scena un attore che attraverso la propria esperienza costruisce un ponte tra Italia e Argentina e Sudamerica e un musicista che ha dato vita a una orchestra multietnica in cui più culture, più lingue si fondono assieme grazie all’arte.

Il pieghevole con gli appuntamenti di Migrazioni2.

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